Chisseloricorda? Film d'essai

Ogni film che vediamo, in una certa situazione, in un certo periodo della nostra vita, ci lascia Sensazioni Cinematografiche, che restano nel tempo.

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giovedì, 28 febbraio 2008

SAVIOR: un soldato perde la propria famiglia in un attentato in un ristorante di Parigi. La sua vita è sconvolta, sul suo volto non c'è che amarezza e orrore. Va a combattere in Bosnia, e non conosce altro che violenza e follia. La maschera di Dennis Quaid è quella forse a lui più congeniale, una maschera dove i muscoli facciali sono tutti impegnati a negarsi un sorriso, perchè davanti a sé non conosce che la deriva degli uomini quando la guerra esplica la sua vera sostanza: non valgono le regole, ma solo la prepotenza, e le discriminazioni razziali sono solo uan scusa per sfogare le più basse follie umane. Il film è apprezzabile perchè non autocelebrativo, ovvero vuole sostanzialmente rappresentare un brutto periodo della storia recente, senza soffermarsi su virtuosismi e ricercatezze fuori luogo. Anzi, il suo pregio è proprio l'essere asciutto, non freddo ma sincero, descrittivo, ma anche per questo risulta pieno di umanità.

Postato da: CapitanHarlock a 15:01 | link | commenti (1) |

lunedì, 11 febbraio 2008

ERA LUI... Sì! Sì!: erano così i film di una volta (1951), quelli fatti bene: bianco e nero, scene asciutte e studiate, comicità demenziale, attori bravissimi e senza paracadute, regia accurata (Metz e Marchesi). Ma il mattatore è proprio lui, sì, sì: il fantastico Walter Chiari, in piena forma. Interpreta un giovane che, cercando lavoro, lo trova ai grandi magazzini. Ma c'è un inghippo: assomiglia perfettamente al tipo rompiscatole che appare in sogno al suo datore di lavoro. E da qui nascono i classici equivoci della comi-commedia italiana, anche se qui è meglio parlare di comicità pura, che nulla toglie alla qualità delle situazioni e della storia.

Postato da: CapitanHarlock a 12:45 | link | commenti |

venerdì, 04 gennaio 2008

UN CORPO DA REATO: una donna tanto misteriosa quanto affascinante s'introduce nella vita di tre uomini, convinti ognuno di essere il preferito, all'insaputa degli altri... da qui nascono situazioni paradossali, un pò alla Cohen. Infatti il film è sempre sul filo dell'ironia e dello humor all'americana, ovvero è una commedia dai toni forti. La trama è solo una scusa per creare scene che prendono in giro machismo e maschilismo. Credo che Matt dillon sia uno dei più bravi attori degli ultimi tempi: sembra che in ogni inquadratura si sforzi di calibrare perfettamente lo stato d'animo che va ad interpretare. Ci vedo anche qualcosa di tarantinesco, nel taglio delle scene.

Postato da: CapitanHarlock a 13:40 | link | commenti |

giovedì, 05 luglio 2007

RICETTE D'AMORE: devo premettere che non tutto quel che questo film trasmette mi piace, come alcune scene un pò banali di cucina ed altri particolari. Nonostante ciò, è bello guardare qualcosa che parte in sordina, e continua con il suo ritmo un pò "moscio", in modo che solo chi lo segue dall'inizio e continuamente riesce ad apprezzarne il valore e la storia. Martha, chef in un importante ristorante, prende in affidamento la nipote, dopo la morte della sorella. Ma sembra esserci dell'incomunicabilità fra le due. Poi subentra un cuoco italiano, nella cucina del ristorante e... nella sua vita. E così si dipana il dramma dell'essere orfana e di dover convivere con la propria zia, dato che le cose cambiano. Dinamica della vita, dove alla staticità di una donna che è completamente immersa nel proprio lavoro, e forse un pò fredda con gli esseri umani, si contrappone la dialettica del classico e fin troppo nel clichè (forse è qui uno dei principali limiti del film) italiano, che lavora con la radio ad alto volume e si presenta con la barba non fatta: insomma niente ordine e tanta creatività. Anche nel tipo di cucina, semplice e immediata contro il moderno piattino freddino con le palline e le salsine. Comunque la storia è interessante, dato che tratta i problemi di comunicabilità fra le persone, fra i loro modi di vedere, sentire e vivere la vita. Molto attuale ed un segno dei tempi.

Postato da: CapitanHarlock a 13:42 | link | commenti |
ricette damore

lunedì, 25 giugno 2007

SE MI LASCI TI CANCELLO: a dir la verità non l'ho visto per intero, quindi non ho capito con precisione la conseguenza logica del film. Ma ce n'era bisogno? Non credo, la bellezza di quest'opera è la capacità di regalare immagini e spezzoni d'immaginario splendidi, insieme ad un'uso discreto (certo non a livello dell'Arte del sogno) degli effetti speciali. Però nel sogno ci stiamo lo stesso, e se ci chiediamo in che modo può essere rappresentato, eccone uno molto interessante. Certo non è un film integro dal punto di vista artistico, dati alcuni luoghi comuni tipici del cinema americano, e ne il titolo rende al futuro spettatore il vero valore dell'opera. Fra gli attori mi è piaciuta di più la Winslet, che apprezzo pure per le altre sue interpretazioni. Jim invece non è al massimo, ma è sempre bravo.

Postato da: CapitanHarlock a 13:53 | link | commenti |
se mi lasci ti cancello

mercoledì, 02 maggio 2007

L'ARTE DEL SOGNO: una storia con personaggi semplici, un ragazzo va a vivere dalla madre, e s'innamora della vicina di casa. Ecco la base di quest'opera sulla innocenza d'animo e suulla semplicità, cose ormai rare di questi tempi. La capacità del protagonista di mutare la realtà infantasia è fuori dalla norma, ma anche quella del regista di rappresentarcelo è notevole, ovvero comunicare realmente ciò che la mente immagina. Accomuno questo film per spirito e ironia al Favoloso mondo di Amelie, propeio per la capacità di trasformare una mondo, la sua realta, da arida e formale ad un continuo gioco mentale, dove il senso del paradosso, lo humor al di sopra dei clichè (sorry per i termini stranieri!), la metabolizzazione del reale come una dimensione puramente banale e noiosa, accompagnano lo spettatore senza allontanarlo dalla lucidità. Bellissimi i cartoni, assolutamente poetici. Geniali le trovate, come la macchina del tempo che riporta indietro di un solo secondo, facendo di chi la usa un dj dello spazio-tempo (credo si chiami scretch [??] ). Simpatico l'attore protagonista, piacevole il tipo di sceneggiata dei dialoghi alla francese. Ideale per chi ama il cinema fuori dagli schemi.

Postato da: CapitanHarlock a 14:06 | link | commenti (2) |
l arte del sogno

martedì, 13 febbraio 2007

IL GRANDE CAPO: chi conosce Lars Von Trier (i suoi film intendo!), sa che deve aspettarsi sempre qualcosa di non convenzionale. E quest'ultimo non delude sicuramente, sia per l'originale sistema da lui inventato per le riprese e le inquadrature, che per la filosofia recitativa e per quella narrativa. La storia è quella, come si può desumere dal titolo, del rapporto tra dipendenti (creativi, per la precisione) di una azienda danese di informatica, e quello che si spaccia per il "grande capo", ma è solo un attore di infima categoria, al soldo di colui che è veramente il padrone dell'azienda ma si è sempre spacciato per un dipendente. Forse varrebbe svelare poco della storia, in quanto il suo sviluppo costituisce parte integrante del valore della pellicola. Comunque, la cosa interessante è che Von Trier tratta un argomento quanto mai attuale, ma lo fa in modo tipico di un cinema "non holliwoodiano", ovvero racconta con una tecnica al di fuori dalle banalità, pur facendo fare allo spettatore qualche sforzo di pazienza, ma ne vale la pena, per uscire dal solito cinema trito e ritrito.
Il film può esser visto come un gioco di scatole cinesi, dovela finzione e la realtà si accavallano continuamente, ma in modo molto trasparente: come la voce fuori campo del regista di tanto in tanto chiarisce, siamo in presenza di una specie di teatrino della finzione per descrivere la realtà (vedi Dogville), cioè non si finge di essere nella realtà, ma lo spettatore ha in mente di assistere ad una recita, anche se la tecnica visiva è quella della presa in diretta, di un reality montato su alla buona. Cioè sappiamo che tutto è una finzione, ma nulla sembra più reale di quella finzione. Poi c'è il ruolo dell'attoruncolo che recita a braccio, ma che è se stesso nella storia: ovvero recita uno che recita male, ed il risultato è divertente. La conclusione del film è tutt'altro che scontata, evidentemente Von Trier ci tiene a ricordare allo spettatore che quello che ha visto fino a qualche minuto prima della fine era solo una rappresentazione dell'umano sentire.

Postato da: CapitanHarlock a 13:53 | link | commenti |
il grande capo

giovedì, 08 febbraio 2007

IN VIAGGIO VERSO IL MARE: in breve, è la cronaca di alcune giornate trascorse da un certo Julian Po, in un villaggio americano sconosciuto al mondo (in stile X files per intenderci). Egli, giunto misteriosamente qui, è all'attenzione di tutta la popolazione, prima perchè sospettato di essere arrivato lì per uccidere qualcuno, poi perchè confesso di volersi suicidare. Che sia tratto da un romanzo, e con una predilezione per la scenografia teatrale, è indubbio: infatti non sono tanto gli ambienti (sempre uguali e ripetuti), ma le situazioni ed i personaggi a prevalere. Ciononostante, quella del paesino fuori dal mondo, in una tranquilla estate, immerso nella natura, non è ininfluente ad attrarre lo spettatore. Insomma, è come assistere alla cronaca di un sogno (quasi incubo), dato che molte sono le caratteristiche un pò irreali del racconto: le persone, le situazioni, la storia intera, il succedersi ripetitivo delle location, quasi in un universo isolato e statico, dove tutto si ripete per l'eternità.
Detto questo, vorrei fare i complimenti ad un giovane Christian Slater, quasi irriconoscibile anche per i baffi, nei panni di un viaggiatore con un passato non conoscibile, gentile, un pò imbranato ed assorto continuamente nei suoi pensieri, sospeso come in un limbo. Il film scivola via lento, ma è il suo ritmo naturale, e l'attenzione che il regista volge verso alcuni personaggi, aggiunge fascino alla visione. Infine non mancano alcune gag comiche, come quella dei ragazzi che scommettono ogni giorno sul suicidio di Julian, tanto prima o poi lo farà. E poi non guasta un pizzico di giallo, dato che è impossibile non domandarsi cosa ci sia dietro i pensieri del signor Po, perchè i villani si comportino in modo così strano, e come finisca il film.
Ma, in fondo, tutto è una scusa per fare un affresco di varia umanità, e per capire che la stranezza è una caratteristica tutt'altro che rara.
Nota: quella del villaggio che si allea per un particolare motivo, ricorda film come "La congiura degli innocenti" e "Svegliati Ned". Ovviamente qui è tutt'altra cosa...

Postato da: CapitanHarlock a 14:16 | link | commenti |
in viaggio verso il mare

venerdì, 02 febbraio 2007

SOCIETY: a Beverly Hills, un giovane americano è in preda a psicosi di persecuzione da parte di chi gli sta attorno, ma in ultimo si rende conto che i mostri che lui immagina sono reali, parenti ed amici. Questo in breve. Quel che mi ha colpito è il finale misto di horror e un pizzico di fantascienza: tutto si risolve in un'orgia incredibile dove, ehm..., le varie parti del corpo si... interscambiano (avete presente l'espressione "Faccia da c*** " ?). La spiegazione che viene data è che la società di ricchi opulenti di Beverly Hills non è altro che un'evoluzione di parte della razza umana che nel tempo, attraverso inenarrabili pratiche e riti di piacere e smodate perversioni, si è modificata nel susseguirsi delle generazioni, fino a acquisire una capacità di trasformazione e mutazione di forme, nutrendosi di ignari invitati alle riunioni orgiastiche che regolarmente vengono organizzate. Insomma una specie di vampirizzazione, ma molto più fantasiosa.
Infatti direi che uno dei generi cui può appartenere di diritto questo film è lo splatter, dove vari organi umani si mischiano in composizioni a dir poco assurde. Insomma, io trovo che possa esser considerata opera d'arte quella creazione d'immagini che riporta a (mi butto) alcuni pittori surrealisti, ai quali si ispirano altre pellicole come "La cosa" di Carpenter ed alcuni film di Greenaway. Ovvero non una espressione e modificazione delle parti umane, ed in genere biologiche, per il gusto dell'orrido, ma anzi in una sorta di alienazione dal reale e di allontanamento dal dolore di tutti i giorni, in cui si ironizza sul corpo e sulle sue sofferenze. Per chi ha visto "Existenz" (o il più famoso "La mosca") di Cronenberg, la materia organica decisamente sostituisce in tutto la fredda durezza della tecnologia. Quindi, il molle, il pulsante, l'indefinito affascina più del metallo, del meccanismo prevedibile e senza vita.
Già questo basta ad affascinare chi è riuscito a superare il primo tempo, un pochino lento ed insulso. Ma è proprio questo che contribuisce a creare un'atmosfera particolare sospesa tra realtà e incubo (come ad esempio "Dal tramonto all'alba"). Ma la cosa più interessante è la metafora neanche troppo sottile di una società opulenta e senza scrupoli, che se nel fantastico si dà a trasformismi ed ammucchiate da fare invidia al viscidume di Alien ed altre pellicole del genere Fantast-horror, nella realtà di tutti i giorni vive in una casta chiusa e invarcabile ai non adepti, attenta a serbare i propri segreti di stranezze e esagerazioni senza limiti.
Un interessante commento e recensione potete trovarli su:
http://www.cinematografo.it/pls/cinematografo/consultazione.redirect?sch=26831
e su: http://www.clubghost.it/cinema/s/society-.htm

Postato da: CapitanHarlock a 12:35 | link | commenti |
society

giovedì, 01 febbraio 2007

Devo ammettere che negli ultimi tempi non ho avuto molto... ehm... tempo da dedicare a questo blog, come d'altronde agli altri miei. Però, ogni tanto mi ci affaccio,  e mi metto a leggere i commenti che mi lasciate  voi amici blogghisti. E devo dire che mi fa tenerezza il fatto che, nonostante sia lasciato a se stesso, questo blog riceva qualche visita di appassionati che vogliano scambiare e rendere a conoscenza i propri pareri sui vari film. E questo poi è anche un altro modo per esprimere la propria anima, i propri gusti. Quindi ringrazio tutti coloro che passano di qui.
Per quanto riguarda il sondaggio, nella mia grande sapienza, ehm, ho fatto quel che potevo, comunque è abbastanza semplice. Basta andare sui link del menù a sinistra e scegliere un genere (es.avventura). Lasciando un commento qualsiasi, semplicemente si incrementa il contatore del numero dei commenti, ed ecco che si ha il numero di voi che preferisce maggiormente quel determinato genere. Per conoscere le preferenze di tutti i generi, basta cliccare su "Risultati sondaggio". Spero di essermi spiegato. Un bai a tutti.

Postato da: CapitanHarlock a 17:18 | link | commenti |

giovedì, 13 aprile 2006

FACTOTUM: a prima vista, potrebbe sembrare addirittura monotono, anche se con un bravo Matt Dillon (a dire la verità lo è sempre stato), con scene divertenti e belle riprese. A pensarci bene il ritmo è quello del blues, lento, cadenzato, indifferente alla depressione, ma attento al disagio di certi strati della società. Non ho letto il libro, ma quello che ne esce è, secondo me, questo: non esistono strati sociali, ma solo persone che per un motivo o per un altro si trovano a vivere in certe condizioni, buone o meno buone. Ma ognuna di esse è lì con una sua storia, e può esser capace di non sentirsi parte di quella condizione, ovvero con la mente anelare, anche se con inconcludenza, a qualcosa di più, materiale o immateriale che sia. Insomma, non è il classico film da guardare per "distrarsi", ma per leggere, in modo anche ironico ed attuale, la società americana, che poi può essere la societa umana in genere. Una curiosità che mi ha divertito: il film è un continuo circolo di autoreferenzialità, volontaria o meno che sia, dato che il film stesso è tratto da un romanzo di Bukowski, che è autobiografico, e racconta la vita di un giovane appassionato di alcolici, il cui sogno è scrivere un libro, anche se, ehm, non si applica molto... insomma, chi guarda il film, sa che il protagonista è l'autore della trama del film e del libro che il protagonista si affanna a scrivere. Ovvero, quando l'arte si parla addosso. Ma questo lo trovo anche un pò geniale.

Postato da: CapitanHarlock a 14:14 | link | commenti |
factotum

lunedì, 06 febbraio 2006

LA RAGAZZA DELLE BALENE: poesia, misticismo, sociale, culura popolare s'intrecciano in questo bel film. Un capo Maori, nelle terre della Nuova Zelanda, cerca l'eletto in uno dei ragazzi del suo villaggio. L'eletto sarà colui che all'abilità fisica saprà unire disciplina mentale. Ma egli non vuol capacitarsi che la propria nipote, Pai, sopravvissuta alla morte del suo gemello, abbia tutte le proprietà per esser considerata l'eletta. Così lo spettatore può seguire le vicissitudini di questa ragazzina, che alla fine cavalcherà una balena, per salvarla insieme alel compagne arenate sulla riva, perchè richiamate dal suo canto. L'atmosfera di quelle terre, il primo piano psicologico puntato su Pai, la sua voglia di dimostrare la propria bravura a dispetto delle tradizioni maschiliste, e poi il focus ambientale sulle balene, crea una storia ed un film che assolutamente vale la pena di vedere, non per la presenza o la bravura di un artista famoso, ma per le sensazioni che permette di vivere.

Postato da: CapitanHarlock a 14:09 | link | commenti |
la ragazza delle balene

lunedì, 21 novembre 2005

 UN SOGNO REALIZZATO: in genere non parlo di film che ho cominciato a vedere da metà inoltrata, ma questo, o quel poco che ho visto, mi ha colpito abbastanza da volerne parlare. Da quel che ho capito, è la storia di una madre e un figlio che, a un certo punto del loro percorso, decidono di partire dal freddo paese in cui vivono (meibì Irlanda?) per andare in Grecia, dietro insistenza del piccolo, il quale vuol conoscere suo padre, raffigurato dietro una vasca d’acquario. Il padre non sa che il bambino che conosce è suo figlio, e fa amicizia. Dopodiché lo capisce dalla foto mostratagli dalla madre. Il film trasmette sensazioni riguardanti i sentimenti più semplici e fondamentali, come l’amore famigliare, l’amicizia, la tranquillità di talune situazioni, quale il contatto con il mare e con la semplicità di alcuni luoghi. Sconsigliato a chi pensa di essere unico e raffinato… 

Postato da: CapitanHarlock a 18:56 | link | commenti (1) |
un sogno realizzato

martedì, 06 settembre 2005

Il favoloso mondo di Amelie: semplicemente bellissimo, se le persone fossero tutte così, sognanti e pure, il mondo sarebbe migliore. Film intelligente, divertente. Con un senso dei sentimenti e dell'amore che un essere umano può avere per le piccole cose, ed il senso dell'humor che può farci affrontare situazioni nella vita poco piacevoli. Bellissimi i personaggi.

Postato da: CapitanHarlock a 13:41 | link | commenti (5) |
il favoloso mondo di amelie

martedì, 16 agosto 2005

CITTA' DI NOTTE: un giorno d'estate spaparanzato "nella" poltrona, zappingando qua e là, a volte trovi qualche film che fa al caso tuo, in quel momento e in quel luogo. Un "bianco e nero" del '58, che andrà nel dimenticatoio subito dopo la sua trasmissione. Una ragazza, un pò di tempo dopo aver litigato col padre, a tarda sera esce di casa con due amici più grandi, un lui e una lei. Invaghita del giovane aspirante attore, viene rifiutata e così inizia una notte di girovagare nella città con il proposito di compiere un atto estremo. Di qui si snoda la vicenda umana della ricerca da parte dei suoi familiari, ma anche una visione notturna della gente che popola l'estate cittadina. Quel che mi ha colpito di più, oltre al bianco e nero, è lo svolgersi all'inizio quasi con un'osservazione, un racconto da parte dell'autore, poi man mano la drammaticità che però non prende mai il sopravvento sul racconto pacato e sereno con cui è improntato il film. Insomma gradevole da vedere, sopratutto per i primi piani e per la tranquillità diffusa tra la gente di notte (magari fosse ancora così!).

Postato da: CapitanHarlock a 13:47 | link | commenti (1) |
città di notte

martedì, 07 giugno 2005

LA CONGIURA DEGLI INNOCENTI: penso che tra quelli che ho visto, sia il più bel film di Hitchcock, sebbene siano altri titoli ad essere più famosi (vedi Uccelli e La finestra sul cortile). Assolutamente unico nella sua atmosfera quasi irreale di un villaggio americano immerso in un paesaggio da sogno, si svolge tutto attorno ad un cadavere, il cui assassino non si capisce bene chi sia tra alcuni abitanti della zona. Personaggi questi caratterizzati da un animo gentile, spensierato e rilassato, al punto che ci si domanda se è giusto che alcuno di essi paghi per il reato. Film unico ripeto, che trasporta chi lo vede fuori dallo stress e dal rumore di fondo del mondo cittadino e “civilizzato”: insomma per alcuni versi, estremamente attuale. Per condire il tutto, ci sono le infinite battute di cui sono intrisi i discorsi tra i personaggi, che rendono quest’opera una vera e propria commedia di carattere teatrale.

 

 

 

Postato da: CapitanHarlock a 10:46 | link | commenti (3) |
la congiura degli innocenti

lunedì, 04 aprile 2005

LA CAROVANA DELL'ALLELUJA: all'inizio sembrava il solito western classico all'americana. Invece ho costatato con piacere che Burt Lancaster s'è prestato ad un film che a mio parere può essere l'antesignano di "Mezzogiorno e mezzo di fuoco" o delle opere dei fratelli Zucker. La piacevole sorpresa sta nella data: questo genere di comicità demenziale, in cui si scherza non solo e non tanto sulle situazioni, ma sulloa struttura stessa del film e sui luoghi comuni degli Indiani d'America e sull'esercito post-secessionista (se non sbaglio). Non solo, ma ci sono alcuni bellissimi intermezzi in stile documentario, in cui alla voce narrante un pò ironica si abbinano magnifici paesaggi, che credo valorizzati dal Cinerama, una tecnica nuova allora, usata bene e con coscienza nel prevedere i piani e le riprese. L'ultima parte del film, poi, è dedicata a spettacolari inseguimenti e acrobazie con cavalli e stuntmen di... razza. Infine, un cenno al bravissimo Martin Landau ("Spazio 1999"), nella parte del pegno di pace indiano, quasi irriconoscibile.

Postato da: CapitanHarlock a 13:23 | link | commenti |
la carovana dell alleluja

martedì, 01 marzo 2005

IL MARITO DELLA PARRUCCHIERA: in poche parole, la semplicità dell'amore. E se la semplicità fosse scambiata per stupidità? Se non ci fossero più persone capaci di vivere e sentire la vita con l'animo di un bambino, senza chiedersi il senso di ogni cosa, ma lasciandosi alla poesia, ai ricordi, alla musica. Da parte di lei, l'ammirazione per un uomo che l'ama senza condizioni, e questo è un valore troppo raro, troppo importante per esser messo a rischio. Lei, la parrucchiera, non avrebbe sopportato che suo marito un giorno avesse smesso d'amarla così, e di qui la tragedia, improvvisa. Ma nel racconto durante tutto il film si presagisce qualcosa. Incredibili i balletti al suono della musica mediterranea: esilaranti e geniali. Poi la vita di paese, quotidiana eppur varia, il salone che diventa una galleria di personaggi. Quando l'originalità paga (lo spettatore).

Postato da: CapitanHarlock a 13:27 | link | commenti (5) |
il marito della parrucchiera

lunedì, 07 febbraio 2005

VA' E VEDI: questo è cinema, in tutte le sue manifestazioni: la fotografia, il pathos, i personaggi, l'umanità che dipinge lo schermo, i paesaggi, la Storia. In Bielorussia oltre seicento villaggi vennero rasi al suolo e bruciati dai nazisti, con una crudeltà incredibile: gli ordini e l'ideologia del Fhurer erano un completo via libera alle perversioni ed agli impulsi più violenti dei soldati, che in condizioni difficoltose tipiche della guerra sul campo, sfogano la parte negativa dell'essere umano. Un quadro, di sofferenza e privazione, intenso e drammatico, specialmente nella seconda parte del film. Mentre nella prima è son presenti momenti di pura poesia visiva, con una fotografia in luogo di chiaroscuri molto ben definita, e insieme pastellata come fosse un dipinto.

Postato da: CapitanHarlock a 12:36 | link | commenti (5) |
va e vedi

venerdì, 21 gennaio 2005

MINI-CINE-SONDAGGIO>> Il vostro genere preferito e i film della vostra vita.
Ho pensato di dar voce a voi, visitatori di questo blog, per sapere un pò i vostri gusti e quei due o tre film che hanno segnato o hanno fatto da sfondo ad alcuni momenti della vostra vita.
ISTRUZIONI X L'USO: scegliete nell'elenco categorie a sinistra il genere che preferite, e nel commento scrivete i film più amati , anche se non dello stesso Genere (es. nella categoria Avventura scriverò "Indiana Jones, La Luna e Johnny Stecchino") . Condite i titoli con le vostre sensazioni (ma solo se volete).
Così si avrà un duplilce risultato: cliccando su RISULTATI avremo la vista immediata delle preferenze dei Generi attraverso il numero dei commenti, e in ogni commento sapremo i nostri film preferiti.
Se proprio non resistete, potete anche associare ad ogni film il suo genere.
Comprì? Sembra complicato, ma non lo è: guardate subito i primi risultati e vedrete. Buon divertimento.
Ah, un'ultima cosa: questo sondaggio è sempre disponibile e permanente, quindi non abbiate fretta...

Postato da: CapitanHarlock a 12:52 | link | commenti (4) |
a mini cine sondaggio

RISULTATI SONDAGGIO: il genere preferito e i film della vostra vita

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a risultati sondaggio

giovedì, 20 gennaio 2005

 WESTERN

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a risultati sondaggio, a sondaggio western

 STORICO

Postato da: CapitanHarlock a 13:50 | link | commenti (1) |
a risultati sondaggio, a sondaggio storico

 POLIZIESCO - THRILLER

Postato da: CapitanHarlock a 13:50 | link | commenti (3) |
a risultati sondaggio, poliziesco thriller

 ORRRIDO!! - SCHIFOSO

Postato da: CapitanHarlock a 13:50 | link | commenti (2) |
a risultati sondaggio, a sondaggio orrrido schifoso

 GUERRA

Postato da: CapitanHarlock a 13:49 | link | commenti (2) |
a risultati sondaggio, a sondaggio guerra

 FANTASCIENZA-FANTASTICO

Postato da: CapitanHarlock a 13:49 | link | commenti (4) |
a risultati sondaggio, a sondaggio fantascienza fantast

 EROTICO

Postato da: CapitanHarlock a 13:48 | link | commenti (3) |
a risultati sondaggio, a sondaggio erotico

 DRAMMATICO

Postato da: CapitanHarlock a 13:48 | link | commenti (5) |
a risultati sondaggio, a sondaggio drammatico

 DOCUMENTARIO

Postato da: CapitanHarlock a 13:47 | link | commenti (1) |
a risultati sondaggio, a sondaggio documentario